• Eleonora Tassani

Morte e rinascita: il Temazcal.

Aggiornato il: feb 26

Oggi voglio addentrarmi nelle pratiche della tradizione Maya Nahual.

Durante il seminario "Viva la Vida" a cui ho partecipato in Messico l'anno scorso (se vuoi approfondire clicca qui), abbiamo vissuto esperienze profonde all'interno di questa tradizione.

La prima parte del percorso si è svolta nel campo sacro di Milpa Alta, custodito dal guardiano Rogelio Chavira.

Milpa Alta è un quartiere periferico di Città del Messico. Essendo questa una metropoli di trentadue milioni di abitanti, va da sé che i quartieri siano centri abitati al pari di Roma o Milano. Milpa (parola messicana che si è evoluta nel tempo spagnolizzando la lingua autoctona nahuatl) significa "campo di granturco" , Milpa Alta sta dunque per "campo di granturco alto", infatti, il quartiere si trova più in alto rispetto alla città, alle pendici dei monti che la contornano. Campi di cactus e di altre colture si estendono tra le zone costruite e si ha la sensazione di essere in campagna. Lì finalmente l'aria diventa più leggera, si libera dallo smog ed è possibile ammirare dall'alto l'estensione della brulicante Ciudad de Mexico.

Milpa Alta. Panorama su Città del Messico.

Il campo sacro si estenda in una zona dalla natura lasciata selvaggia, è considerato sacro dai tempi antichi, non mi hanno saputo dire da quanto, ma non ha importanza. Mi è bastato varcare il piccolo cancello in legno che lo separa dal resto della natura circostante per percepire la sacralità del luogo. La sensazione é di entrare in un giardino segreto, anche se non ci sono alte siepi a nasconderlo!

Il tempo sembra scorrere diversamente,

sembra essere sospeso o, più precisamente,

in un presente continuo,

un qui ed ora perpetuo che unisce tutti i tempi.

L'aria ha una consistenza diversa, come se fosse viva e ti annusasse.

Perché l'aria è viva e qui lo senti.

Le tavole scolpite con i simboli maya e aztechi si integrano con gli alberi e i cespugli, sono un tutt'uno. Alcune rappresentano gli antenati, così camminare attraverso il campo, è come passeggiare morbidamente nel sentiero che congiunge gli avi a noi. È un percorso con curve delicate che ti inducono ad avanzare quasi dondolando, come ci fosse una musica diffusa. Ti senti protetto, accolto e allo stesso tempo libero, pienamente nel centro del tuo essere.

È qui che abbiamo cominciato le esperienze pratiche del nostro seminario.

Tra queste voglio raccontare quella del Temazcal.

Molti di voi conosceranno la "Capanna sudatoria". Il Temazcal è tipico della tradizione messicana, la capanna sudatoria appartiene a quella dei nativi americani. In entrambe le tradizioni ci sono delle similitudini, come questa esperienza, che però è svolta con leggere differenze.

Questa costruzione circolare funziona un po' come una sauna molto molto calda.

È opportuno sapere che servono minimo tre persone per preparare e svolgere il Temazcal: il conduttore/Nahual, il guardiano del fuoco e l'assistente o custode delle pietre. Noi partecipanti del seminario siamo state incaricate ad essere le guardiane del fuoco (con la supervisione del conduttore).

Prima di tutto si scelgono le pietre, 52 come il conto del tempo maya, poi le si ammucchiano in maniera ordinata e quindi si accende un falò in modo che le pietre si riscaldino fino a diventare roventi. I legni che vanno posti attorno al cumolo seguono una certa procedura, si devono sfiorare, ma non sovrapporre, le rocce non vanno soffocate.

Fare il fuoco, credetemi, a volte può essere una grande impresa! Soprattutto durante un mega temporale con pioggia, fulmini e saette!

L'esperienza dell'accendere un falò è un atto che parla

del nostro inconscio;

o meglio, é il nostro inconscio che parla.

L'inesperienza genera vari tipi di reazioni e crea varchi

alle paure o alle ansie più nascoste e può portare

ad una situazione di caos

in cui le fiamme continuano a spegnersi.

Solo quando la mente si calma, l'inconscio si placa, si comprende il funzionamento pratico e come coordinarsi nel gruppo. Allora, solo allora, le vampate si uniscono, il fuoco diventa uno e brucia.

Quando il conduttore sente che il falò è sufficiente, non lo si alimenta più e si lascia che si spenga.

Dopodiché ci si spoglia e si entra nudi, uno per volta, nel Temazcal. L'interno è completamente buio, è come tornare nell'utero materno; infatti, questa pratica lavora sulla morte e sulla rinascita. Il modo di entrare prevede un preciso protocollo di saluto al luogo sacro cui si sta accedendo.

Il rituale del Temazcal viene svolto in 3 o 4 fasi e ogni fase è definita da un numero preciso di pietre che vengono portate dal custode preposto. Il numero base è il 13, quindi le fasi possono essere tre: 13, 26 e 52 pietre; oppure quattro: 13, 26, 39 e 52 pietre.

I massi sono introdotti all'interno uno ad uno, salutati dal gruppo e segnati con la copale.

L'interno del Temazcal, rituale di saluto dello spazio sacro.

Come potete immaginare il calore aumenta a mano a mano che aumenta il numero delle rocce e di conseguenza anche il corpo e la mente cominciano non solo a sudare, ma anche ad alterare il loro normale stato di percezione.

Il conduttore competente è fondamentale in quanto si lavora sull'inconscio, sulle paure, sui blocchi, sui limiti, sui traumi.

La nostra esperienza è stata personalizzata in base al nostro percorso di sviluppo, non so come possano essere dei rituali con molte più persone che non abbiano mai lavorato insieme.

Io so che sono morta lì, dentro quel Temazcal e sono rinata lì tra canti e danze. ❤️

Morta?!

Sì, morire nel Temazcal significa che

si raggiungono il punto mentale e fisico di rottura.

In quel preciso momento mi sono trovata ad affrontare due scelte: controllare il malessere crescente rischiando di bloccarmi

e probabilmente stare molto peggio

e sicuramente non risolvere nulla o abbandonarmi al malore, perdere il controllo sul mio corpo e sulla mia mente,

fidarmi e affidarmi,

voglio dire, qualcuno sarebbe pur arrivato ad aiutarmi! ...così è stato, nonostante il buio assoluto, non ho dovuto neanche aprir bocca. Il dott. Omar Miranda-Novales era già dietro di me a sostenermi, mi ha ricordato di respirare e delicatamente mi ha fatto stendere.

Mentre giacevo sul pavimento, la mia mente era pulita, nessun pensiero si affastellava più, in totale ascolto di me stessa e del tutto intorno a me, ho ricominciato a sentire nascere una forza interna che sapeva di nuovo, più diretta, precisa. Rapita dai canti spontanei intonati dalle mie compagne di seminario, ho cominciato a sussurrare le stesse melodie; il sussurro si è fatto via via più forte fino a diventare un canto. Allora mi sono alzata di nuovo, ho unito le mie mani alle loro e in quel cerchio al femminile...

...MERAVIGLIA! Il cuore che cambia colore e un cielo stellato sopra di noi, anche ad occhi aperti! Eh, sì, tutto vero! C'era tanta roba là dentro :-)

Così è stato. Così è.


Sinceramente non so se in Italia esista qualcuno che svolga questo rituale in maniera originale, ma nel caso capitiate in Messico, ve ne segnalo due:

Il Temazcaltecamac Chavira (quello di Rogelio dove sono stata io) a Città del Messico.

Xiuh Papalotl S Mary Carmen (Abuelita meravigliosa!) che gestisce un temazcal nei dintorni di Mazunte nel distretto di Oaxaca.

Se nell'attesa di viaggiare verso il Messico ;-) vuoi cominciare a scoprire più da vicino i rituali originali della tradizione Maya Nahual, ti invito a visitare la pagina delle consulenze.



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