• Eleonora Tassani

Messico: cuore, sangue e libertà.

Accidenti, questi gradini sono proprio alti! E pure stretti... com'è che si sale? Ah, ok, a zig-zag. Come il serpente! Giusto. In effetti siamo in Messico, è la piramide del Sole, che rappresenta il cuore, potevo pensarci prima che anche il modo di salire avrebbe avuto un suo senso. Qui tutto ha un senso, anche quando sembra non esserci.

E al cuore mica ci si arriva dritto per dritto, bisogna prepararsi e far crescere l'energia. Sì, proprio come il serpente, che con la sua andatura ondulata e il dispiegarsi verso l'alto del suo corpo dalla spirale che crea quando giace a terra, incarna il risveglio di questa forza vitale che connette il cuore alla coscienza cosmica.

Leggi il significato del Cobra


Imitare gli animali nel modo di muoversi e di stare nel mondo aiuta davvero ad entrare in un altro stato energetico e mentale. Aiuta la connessione con il nostro nucleo vitale e istintuale. Per arrivare al Sole, al Cuore, serve elevarsi, non solo letteralmente salendo le scale, ma con la consapevolezza e quindi per "stare sul pezzo" i Maya e poi gli Aztechi l'avevano capito bene come fare.

D'altra parte i gesti, le azioni, le parole, i silenzi, nei rituali a questo servono, come ho spiegato in un mio precedente articolo "Riti e rituali".

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E salire la piramide del Sole

non è solo visitare un maestoso sito archeologico,

è elevarsi al Sole, è entrare nel cuore, è un rituale.


Teotihuacan, Messico. Piramide del Sole vista dalla piramide della Luna

E arrivata in cima... Meraviglia! Emozione, commozione.

Sono in Messico, ce l'ho fatta, sono all'origine del tempo, lo sento, tocco le pietre, un'onda dentro di me sale, piango. Sono felice. E libera.

Il Nahual è libertà.

Dal punto di vista antropologico, il termine Nahual si riferisce allo spirito che prende la forma di un animale e che protegge l’essere umano, arriva in sogno o in stati alterati di coscienza. In realtà il termine non ha una definizione precisa, come ho spiegato nell'articolo del blog "il Nahual è spietato".

"Il Nahual esiste al di fuori della logica formale e degli schemi di comportamento umani, non ha forma e al contempo può assumere ogni forma; é un’Essenza Pura, é Saggezza, ma, soprattutto, é libertà". Dr. Omar Miranda-Novales.

E a Teotihuacan, vicino a Città del Messico, in cima alla piramide del Sole, ho percepito l'indipendenza pura a cui si arriva attraverso il cammino del Nahual.

Mi sono rinfrescata l'anima con un ventaglio di emozioni sincere, quindi sono già al lieto fine della mia avventura?!

Macché, per ben rispettare i tempi e metodi del Nahual che per i più potrebbero risultare così, arrangiati, tutto doveva ancora succedere. Avevo solo percepito all'inizio, l'essenza di quello che avrei vissuto i giorni dopo.

Saliamo sul pullman, direzione Milpa Alta. Dopo circa due ore di viaggio finalmente vedo i cactus! Campi di cactus e di altre colture. Oh, adesso si respira pure! Sì, perché Città del Messico, 32 milioni di abitanti, è solitamente avvolta da una grigiastra nube di smog. È costruita in una zona geologica di laghi e vulcani, alla facile altitudine dei 2.000 metri e contornata da catene montuose che spesso inglobano le nuvole, soprattutto quelle dei gas di scarico. E comunque siamo ancora in Città! Ma come?! Siamo solo in un quartiere della zona periferica e più alta. Vabbè, almeno si respira e si vede il cielo! E...oh! Il CAMPO SACRO Tecamac Chavira! Qui lavoreremo i prossimi giorni.

Milpa Alta. Messico.

Ragazze siete pronte? Dunque lavoreremo tutta la notte, dodici ore senza mangiare né bere. Sì, Omar. Ho fatto tredici ore di volo per arrivare qua, neanche mi piace volare! Non mi spaventano certo dodici ore di esperienza. O sì? Sì. Fa lo stesso, sono pronta, siamo pronte. Si comincia. Scegli un posto e siediti.

Perfetto. Che ore sono? Boh? Non importa, il tempo perde di significato qua. O lo acquista. Mah? Chi può dirlo. Solo le stagioni. E qui neanche quelle. Le piogge, credo.

Cominciano le dodici ore. Sono seduta sullo stuoino di foglie di mais su cui è stata aggiunta una comoda coperta per far risultare il tutto un po' più morbido. Grazie Rogelio (il premuroso Guardiano del campo, il nostro custode personale :)) per la cura nel prepararmi il nido .

Campo Sacro Tecamac Chavira. La postazione dove sono stata seduta per dodici ore.

Davanti a me il Poposhkomtl ricevuto in prestito per questa esperienza. Ai lati la medicina, la copale, l'ocote e i fiammiferi: tutto l'occorrente per fare il fuoco e alimentarlo per tutta la notte fino al mattino.

Senza mangiare, bere e senza occhiali. Per eliminare il controllo.

Il fuoco lavora direttamente sull'apertura del cuore, per cui è importante che la mente in questo caso si prenda una pausa, la mia fa fatica. Quindi, via gli occhiali. È bene ricordare che sono mooolto miope. Poi è arrivato un piccolo dolce aiuto naturale. Sempre per rilassare la testa. Ho smesso di percepire lo scorrere del tempo, io ero il fuoco, il fuoco era me.

Medicina, copale, ocote, accendi e osserva. Medicina, copale, ocote, alimenta e contempla. Guarda il fuoco, ascolta il fuoco. Medicina, copale, ocote, alimenta. Medicina, copale, ocote, accendi.

La ritualità di questi gesti, il profumo della medicina,

della copale e dell'ocote, il magnetismo del fuoco,

elevano ad uno stato alterato di coscienza,

tutti i sensi sono coinvolti.

Di nuovo il tempo si smarrisce. Quello che ci imbriglia.

Mi sento libera!

Continuo. Guardo il fuoco, sta parlando. Un crepitio musicale mi arriva alle orecchie, tra alti e bassi, tra adagi e allegri le fiamme danzano e anche la mia osservazione prende vita. Ascolto il fuoco, adesso è in silenzio, sembra che una campana di vetro lo abbia coperto, eppure posso ancora avvicinarmi a lui. Attorno a me il vuoto totale, non percepisco più nessun rumore, lo stupore del silenzio mi solleva gli angoli della bocca, sorrido. Lo osservo ancora, il suono riprende e immagini mutanti e colorate si aprono agli occhi, li sgrano! Non importa se vedo poco, accidenti quanta roba c'è in questo bruciatore!

Comincio a fare delle domande e le risposte mi arrivano in visualizzazioni. Sto parlando con il fuoco o con me stessa? Io sono il fuoco e il fuoco è me. Sto parlando con me. Senza filtri, che bello!

Non sento neanche freddo, perchè Omar e Rogelio hanno la coperta? È freddo, davvero?! Il mio cuore batte caldo, non sento freddo.

Adesso cominciano a farmi male le gambe. Quante ore saranno passate? Boh? Ma è quasi l'alba! Sono già passate così tante ore? No, non è possibile, come ho fatto?

Omar arriva, mi prende dolcemente per mano e mi conduce in cima alla collina.

Sono intorpidita, ma passo dopo passo, riprendo vigore e... sorpresa! Un vasto panorama di stelle e luci si apre, invade e pervade il mio campo visivo, mi riempie gli occhi e l'anima! Non distinguo più il sopra dal sotto, il cielo dalla città, la città dal cielo! Dove finisce l'uno e inizia l'altra? Bagliori pulsanti ovunque festeggiano il mio arrivo lassù, sembra siano lì per me! Sono lì per me? Davvero? Oddio! L'universo! Mi commuovo. Il cuore non mi sta più nel petto, un amore incommensurabile mi scioglie!

Il cuore si è aperto, alleluja!

Allora è così. Veramente quando sei onesto con te stesso, quando entri in contatto con la tua essenza e ti immergi nel tuo universo entri a far parte dell'universo che ti circonda, i confini sfumano: LIBERTÁ.

Significa essere ciò che vuoi in accordo

alla vita che hai dentro.

Semplici scelte, piccoli o grandi passi

che metti in atto giorno per giorno,

senza vincoli confezionati da aspettative o deliri sociali.

E per capire questa semplice verità c'era bisogno di andare fino in Messico?!

Per capirla forse no, ma per sentirla nelle ossa e nel sangue sì. Le esperienze pratiche e profonde vissute in un territorio che trasuda una storia millenaria, una tradizione che aveva colto e compreso dall'inizio dei tempi l'armonia della vita e l'importanza dell'integrazione di tutte le sue parti, che oggi è compromessa sì, ferita sì, ma ancora viva, ti fanno entrare nella terra, penetrare le viscere della consapevolezza e, attraverso di lei, le ossa diventano radici e il sangue, acqua di vita, accende la memoria. Perchè l'acqua non dimentica. E il nostro corpo, che ne è composto per il 70%, ricorda, imprime e comprende.

È così che si avvia il vero cambiamento.

"Noi non siamo più lontani dalle ossa delle nostra gente, dei nostri antenati, dei nostri avi".

Per andare avanti e cambiare occorre ricordare, recuperare le radici, aprire il cuore, sanare le ferite e soprattutto essere onesti con se stessi. E liberi. E il cerchio si chiude.

Per ora...


"Gli Uomini e le Donne di conoscenza del Messico Antico hanno sviluppato il cammino del Nahual come cammino di vita. Un cammino di onestà personale nel quale l'uomo impara ad integrarsi alla propria essenza e, attraverso questo, ad ottenere la conoscenza dell’universo che esiste al suo interno, come espressione dell’universo che ci circonda". Dr. Omar Miranda-Novales.



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