• Eleonora Tassani

Riti e rituali

Aggiornato il: 29 mag 2019


“Quando un uomo, in piena coscienza e irremovibile volontà, sente di potere e volere vivere momenti che lo avvicinano al sacro, allora quell’uomo utilizza precisi atti e precise parole. Quelle azioni e quelle parole sono contenute nei rituali.”(Symbola di Bruno Poggi, Ianieri edizioni, Italia).

ARTE RITUALE: è l´arte che sveglia la dimensione rituale della psiche umana. I rituali furono una parte importante e integrante delle società antiche. Essi diedero agli esseri umani degli strumenti pratici e concreti per espandere la loro coscienza e per risolvere i problemi della loro vita quotidiana. Queste pratiche erano in se stesse Arte, un’arte che nutriva la creatività dell’essere. Da questo si può dedurre che i rituali furono una parte importante dell´inconscio collettivo di ogni società. Si può, di conseguenza, pensare che si sviluppò una dimensione rituale all’interno della psiche di ogni donna e di ogni uomo.”(dott. Omar Miranda-Novales, Messico).


La messa è un rito che si svolge attraverso una struttura ben definita composta da formule, canti, letture, gesti, che è il rituale.

Etimologicamente il termine rito discende dal sanscrito r̥tà-, che è concetto fondamentale della religione vedica, significando l’ordine cui devono conformarsi sia il cosmo sia la società sia l’individuo; a esso si conforma evidentemente anche l’azione sacra, mentre deviando da esso rischierebbe di rompere l’ordine, provocando conseguenze dannose. Una tale concezione del r. non si limita ai popoli di lingua indoeuropea, ma, con diverse formulazioni e accentuazioni, si ritrova in quasi tutte le religioni.” Enciclopedia Treccani.

È chiaro dunque che fin dai tempi antichi e da ogni parte del globo, l’uomo ha sentito l’esigenza di elevarsi verso le più alte sfere dello spirito o il desiderio di immergersi nella profondità del cosmo e di se stesso.

Questo sentire aveva bisogno di essere messo in atto, di essere vissuto, compreso, espresso. Così ha cominciato a sperimentare e formulare pratiche per raggiungere lo scopo e le ha definite attraverso l’esperienza di secoli.

Ha scoperto che atti e parole espressi in maniera ripetuta, precisa e caricati dalla fermezza dell’intento, sono potenti chiavi di accesso alla profondità dell’essere, dell’inconscio e del cosmo.


Oggi potremmo spiegare la veridicità di questi fenomeni attraverso la fisica quantistica, ma non voglio addentrarmi in spiegazioni troppo tecniche, onestamente ne ho una conoscenza da amante del tema, ma non ne sono certo un’esperta.

Di certo ho sperimentato, come molti di voi, che i pensieri modificano le emozioni e che le emozioni agiscono sul funzionamento del corpo. Per cui, cambiando i pensieri, le emozioni si trasformano e il nostro corpo può passare da uno stato di salute a uno di malattia e viceversa.


Sì, ma questo cosa c’entra con i rituali?

C’entra parecchio. È una formula ormai accettata e mi serve per far capire che ogni cosa su questa terra e sotto questo cielo ha una sua vibrazione, pur se non la vediamo, e che ogni vibrazione può generare un effetto. Così le parole e i movimenti.

In un rituale i gesti, i movimenti o i non-movimenti, le parole o i silenzi servono a muovere l’energia, a modificare la realtà, a fermare o accelerare il tempo, a rompere le strutture mentali e a raggiungere stati alterati di coscienza.

Pensiamo ad esempio ai Dervisci rotanti della Turchia, come fanno a girare vorticosamente su se stessi per ore ed ore? (senza vomitare, mi sento di aggiungere). Certamente sono ottimi ballerini, ma c’è altro. Nel vortice della danza abbattono le barriere della mente ed entrano in uno stato alterato, sublimano la coscienza, perdono i confini delle regole dell’equilibrio e possono roteare per tempi lunghissimi.

Quando si raggiunge uno stato alterato di coscienza, è dunque possibile che accadano o far accadere cose fuori dall’ordinario e con uno scopo preciso, come incontrare il proprio animale guida!

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Avere ben chiaro l’obiettivo del rituale e seguire le procedure precise della tradizione cui questo appartiene, sono fattori fondamentali per la riuscita.

Per mia esperienza posso dire che prima di tutto è importante evitare di fare danni! Ancora prima di raggiungere un obiettivo ;-)

Quando si compie un rituale prima di tutto chi lo conduce crea uno spazio sacro, nella messa ad esempio quando si entra in chiesa prima di tutto ci si purifica con l’acqua santa e il segno della croce. Questo serve a creare uno spazio energeticamente protetto, in modo che non possa arrivare nulla da fuori a disturbare lo svolgimento.

Tutto in un rituale ha lo scopo di farci vivere nel qui e ora, perché il qui e ora è l’unico vero tempo, non ne esiste altro e solo nel qui e ora possiamo cambiare la realtà che non ci piace, guarire, entrare in contatto con tutta la meraviglia che è dentro di noi e con la grandezza di quello che ci circonda.

In lak’ech.

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