• Eleonora Tassani

#iorestoAttiva: la sovversione di abitudini che genera nuovi progetti.

Aggiornamento: 26 mar 2020

Stiamo vivendo un tempo diverso, strano, sembra di essere in un quadro surrealista. La primavera sta fiorendo regalando cieli limpidi, fiori colorati, gli uccellini intonano melodiosi cinguettii e il silenzio del fare umano, inconsueto, avvolge senza toccare tutto questo rinascere.

L'assenza della nostra brulicante attività sta rendendo più rigogliosa la natura e sta mostrando quanto poco contiamo per l'armonia e la bellezza del pianeta. Già solo questo, al di là di tutti i dibattiti, le paure, le frustrazioni, dovrebbe farci riflettere o perlomeno metterci nella condizione di contemplare la meraviglia che ci è stata donata e in cui ci troviamo a vivere, quando questa meraviglia non viene torturata dalla nostra arroganza.

Melo cotogno in fiore
Il melo cotogno in fiore nel giardino di casa dei miei genitori.

In questo tempo in cui siamo noi gli animali in gabbia,

il nostro mondo interno ha finalmente l'occasione

di uscire incontrastato e,

volenti o nolenti, consapevoli o meno,

è un incontro a cui non ci si può tirare indietro.


Non dimentichiamoci che nonostante il nostro delirio psicopatico di essere i protagonisti indiscussi del film della vita, se siamo qua su questo mondo un motivo dopotutto ci sarà.

È la nostra parte intima, messa sottochiave nel giuramento di onorare gli schemi condizionanti appresi nella crescita, che si fa ahimè nel passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza, quella che è rimasta vincolata alla purezza della nostra essenza vitale, che ci rende parte del tutto, è quella che motiva la nostra presenza su questa Terra.

Il mio appuntamento è cominciato circa una settimana dopo la "reclusione". Grazie agli anni di lavoro sulla mia crescita interiore, non mi sono trovata del tutto impreparata, ma ogni incontro porta nuovi suggerimenti e talvolta energici scossoni. Per questo mi sono un po' ritirata ad ascoltarmi e valutare come procedere nel mio fare e questo include il cosa scrivere o non scrivere nel blog e nei social.

Sono un'estimatrice della tecnologia, quando non è sfrenata, e in questo periodo l'ho lodata in cuor mio perché permette di sentirci più vicini anche quando questo fisicamente non è possibile. Ammetto però che una certa insofferenza in alcune giornate si è fatta strada e ho sentito la necessità di staccarmi dal computer, da piattaforme social, dal telefono. Ho lasciato che la programmazione di marzo su Facebook e Instagram scorresse con alcune leggere aggiustature dei testi.


Poi qualcosa è scattato.


In questa sovversione di abitudini di vita ho compreso che continuare ad applicare lo stesso schema temporale era, se non sbagliato, quantomeno vecchio.

In parole semplici ho deciso di condividere con voi un progetto che avevo in programma di esporre più avanti e rimandare a più avanti ciò di cui avevo in mente di occuparmi prima.

Ho un'autentica passione per il disegno, per questo gli Animali Guida hanno preso forma attraverso la mia mano.

Quando sono al telefono, come tanti, tendo a cercare carta e penna per mettermi a disegnare "a caso". Un po' alla volta, specialmente nell'ultimo anno, mi sono accorta che i disegni che uscivano durante le telefonate erano diversi a seconda della "qualità" della telefonata, per meglio dire, di chi mi parlava e di quello che trasmetteva con le sue parole. Ho cominciato a prestare sempre più attenzione e ho iniziato a notare che i "disegni a caso" avevano un qualcosa in più. Ricordo il giorno in cui dopo aver messo giù una telefonata con un'amica, ho realmente VISTO ciò che vibrava silenzioso sul foglio di carta. In un attimo fulmineo il mio cuore ha colto ciò che era uscito dalla mia mano: un simbolo!

Simbolo personalizzato per Paolo
Il primo simbolo che ho disegnato :-)

Un disegno diventa simbolo quando è dotato di una vita propria

grazie all'energia impressa nell'attimo della sua creazione,

e quando, mi sento di aggiungere,

non è la mente cosciente ad averlo creato.

L'atto creativo cessa di essere l'espressione intima dell'artista stesso, racchiude qualcosa di più ampio

e allo stesso tempo misterioso.

Un codice che può essere colto solo dal cuore di chi lo osserva.


Nel momento che la mente è occupata ad ascoltare, il cervello smette di controllare la seconda azione che sta svolgendo, diciamo che la fa in automatico. Questo accade di continuo nella vita di tutti i giorni: ascoltiamo la radio e intanto guidiamo l'auto, ad esempio. Lo stesso accade a me quando sono in ascolto delle parole del mio interlocutore, magari rispondo o domando e nel frattempo disegno senza pensare e sento l'impulso di usare un colore piuttosto che un altro e così, in maniera automatica (inconscia) la "magia" si forma. Ancora non mi è chiaro come o perché, ma c'è un preciso momento in cui sento "ok, sono a posto, il simbolo è finito". In quel momento porgo il disegno all'interessato o fisicamente o tramite foto (preferisco fisicamente, ma in tempi di Covid-19...). Nel momento in cui la persona lo riceve, ho riscontrato che un primo effetto si produce: dapprima sorride, mi manda un messaggio se è da un'altra parte, ed esprime, scegliendole con cura, alcune parole che nascono dal primo incontro con il suo simbolo.

Ho già provato a disegnare anche con la presenza della persona e nulla cambia, avviene lo stesso processo.