• Eleonora Tassani

Los dias de los muertos

Ci siamo quasi, sono in arrivo i giorni dei morti! Questo periodo dell'anno per me ha un'energia tutta particolare, una sorta di trepidante attesa mi regala quel "friccicorino" interno, quello che di solito si può avvertire prima di una vacanza, prima di fare qualcosa che proprio ci piace.

I giorni dei morti, sono una ricorrenza che viene festeggiata in tante tradizioni e culture, ognuna con le proprie declinazioni, oggi il folclore di halloween è diventato una moda, la più diffusa, e ha influenzato un po' tutte le variabili sul tema.

Sicuramente non è la preparazione della zucca o l'approvvigionamento dei dolciumi per l'eventuale "dolcetto o scherzetto" di rito a suscitarmi tanta emozione e, a dire il vero, neanche l'idea di andare a visitare i miei cari defunti al cimitero; anzi, questa nostra usanza da bambina a me risuonava come obbligo e tristezza.

Il misto di gioia e gustosa attesa mi arriva da quando ho intrapreso il mio percorso nella tradizione messicana Nahual e, in particolare, da quando sono stata là.

In Messico i dias de los muertos sono un evento molto sentito, una vera e propria festa con tanto di parate e sfilate in costume, da quelli più tradizionali, a quelli più eccentrici e rivisitati in chiave contemporanea.

La parata delle Catrinas durante i "Los dias del los muertos" a Città del Messico nel 2019.

Questo perché la loro tradizione è completamente diversa dalla nostra. Sì, è vero che dopo la conquista spagnola sono diventati un popolo cristiano, ma la tradizione autoctona, quella Nahual, fa parte delle loro radici e influenza ancora e per fortuna, anche come viene vissuto il culto cattolico.

La contrapposizione di credenze mescolate insieme come in un grande frullatore, ha generato nel paese una commistione di stili e i dias de los muertos credo siano il momento in cui tutto questo sia più visibile e appariscente. Agli occhi di noi europei tutto è estremamente divertente, colorato, buffo! Un tripudio di colori, sapori, suoni e musica investono la capitale e soprattutto, le zone in cui la tradizione è più viva.


Cerchiamo di capire esattamente cosa si festeggia durante

i dias del los muertos,

come e perchè lo fanno con così tanto trasporto.


Certamente la festa, lo dice il nome, è per onorare i propri morti, come da noi, ma al contempo si festeggia proprio la morte stessa.

Questo è un concetto un po' difficile da capire e accettare per noi, può suonare sinistro ai nostri orecchi.

La tradizione Nahual è basata su cicli, come i cicli del tempo, di cui ho scritto un articolo il mese scorso (puoi leggerlo qui); la morte fa parte di questa ciclicità, è necessaria per la rinascita, per la vita, la morte fisica è la più grande trasformazione, il momento in cui ci si unisce di nuovo al tutto.

Danzare e scherzare con la morte, aiuta ad esorcizzare psicologicamente le paure.

Ovviamente anche per loro è triste, ma al contempo c'è tanta gioia. Nella morte si intraprende un cammino enigmatico,

non sappiamo cosa accadrà e questa incognita

conferisce l'impulso vitale per intraprendere il viaggio,

non importa dove, come, quando.

Nonostante dopo la morte si ritorni ad essere parte del tutto, una parte di noi arriva nel regno dei morti: il Mictlan. Durante i giorni dei morti il portale di questo regno si apre e quella parte di anima dei defunti che lì si trova, può tornare qua per danzare e festeggiare con i propri parenti e amici.

È importante questo momento di ricongiungimento, si onora il lignaggio e, al contempo, ricordare i morti è come dare continuità alla loro esistenza.

Perché questo accada è necessario creare la "situazione giusta" e, se possibile, invitarli.

Tradizionalmente i festeggiamenti duravano un'intera settimana, dal 26 o 27 ottobre, dipendeva dall'area geografica, fino al 3 novembre.

Oggi, nelle zone dove la tradizione è ancora molto sentita, i festeggiamenti durano quattro giorni. I giorni clou sono il 31 ottobre, 1 e 2 novembre.

L'ofrenda a casa di Lolis, una persona speciale! Messico, 2019.

L'ofrenda

Prima di tutto si crea l'ofrenda, un altare commemorativo in onore alle anime dei propri antenati.

Se volete farla anche voi, vi spiego passo passo come allestirla al meglio.

Cercate in casa una zona in cui potete creare uno spazio adatto a mettere le foto dei vostri parenti defunti e alcuni altri oggetti che agevoleranno il loro cammino verso di voi.

Ricordate che l'ofrenda resterà allestita per almeno tre giorni, quindi serve un piano che possa restare apparecchiato. Personalmente recupero un tavolino dalla cantina dei miei genitori e lo dispongo in sala, un po' come si fa con l'albero di Natale, non importano le dimensioni del mobile, dipende da quante foto volete disporre, da quante anime sentite di onorare.

Ecco che cosa occorre oltre alle foto:

FIORI, in particolare il Flor de cempasúchil o garofano d'India: simboleggiano la vita eterna dei defunti che si sono uniti a Dio o al Cosmo. Nel nostro caso potremo reperire i fiori di stagione che più ci piacciono. Potete spargere un po' di petali nell'ofrenda e, volendo, anche per terra, a creare un piccolo sentiero, quello che condurrà le anime verso casa.

CANDELE: servono per illuminare il cammino affinché le anime possano raggiungere le loro famiglie. Mantenetele accese mentre siete in casa.

ACQUA: fonte di vita, simboleggia la purezza dell'anima e calma la sete del defunto. Va bene un bicchiere.

INCENSO E COPALE (la adoro): Puliscono il luogo dagli spiriti maligni, uniscono il cielo con la terra, come le preghiere. Qui sarà difficile trovare la copale, limitatevi all'incenso.

SALE: serve proteggere lo spazio. Va bene un piattino con un po' di sale grosso.

PETTINE, SPECCHIO E CIOTOLINA CON ACQUA: perché i defunti possano darsi una rinfrescata dopo il viaggio.

PANE: rappresenta il corpo dei morti, in forma umana o come scheletro. Va bene qualche fetta in un cestino.

IL CIBO E LE BEVANDE: Per deliziare i defunti nella loro visita in questo mondo, in genere si mettono i loro piatti e bevande preferite. Personalmente non conosco i gusti di tutti i miei parenti, per cui metto qualche assaggio di alcune pietanze.

I TESCHI: di zucchero o di cioccolato, rappresentano la morte. Non so se da noi si trovano, a me per ora non è capitato, quindi prima del Messico non mettevo nulla, ora aggiungo un teschio di ceramica.

Ancora oggi in Messico è usanza regalare teschi di cioccolato con il nome sopra della persona a cui si offre il dono. Mangiando il teschio con il proprio nome è come se si sfidasse la morte stessa, la si incorpora, diventa intima e perde il suo mistero.

Bene, abbiamo fatto l'ofrenda! E ora? Come arrivano le anime dei defunti?

La nostra ofrenda nell'altare sacro a Milpa Alta. Messico, 2019.

L'invito.

Ecco, qui vorrei davvero riuscire in minima parte a trasmettervi l'emozione che ho vissuto l'anno scorso nel campo sacro di Milpa Alta a Città del Messico.

Il 31 ottobre, nella rottura del tempo del tramonto, il piccolo gruppo con cui ho partecipato al seminario residenziale "Viva la Vida" ed io, siamo andati all'altare degli antenati che si trova nel campo sacro di Milpa Alta dove avevamo allestito la nostra ofrenda il giorno prima. L'altare è situato all'aperto.

Prima abbiamo purificato l'area con i nostri bruciatori, poi il Maestro Nahual ha cominciato il rituale di apertura del portale del Mictlan.

Avete presente i film di Tim Burton? Il panorama era simile: la luce calante di un colore argenteo creava ombre lunghe, gli alberi dai tronchi e rami dinoccolati si stagliavano netti nei loro confini. Appena Omar, l'uomo Nahual, ha pronunciato le parole d'invito, l'atmosfera è entrata nel vivo del film, solo che non era un film e ho ancora i brividi mentre sto scrivendo.

L'aria è cambiata in un istante,

d'un tratto un refolo di vento deciso si è incanalato

da quella che era l'entrata dello spazio sacro e

una sorta di brividi, un fremito di emozione,

ha pervaso il mio corpo.

Davvero è come se molta gente stesse arrivando,

è come se fossi sfiorata continuamente e delicatamente

da qualcuno di molto gentile.

Lacrime di gioia sono scivolate lungo le mie guance.

Per l'ennesima volta, avevo la prova che è tutto vero!

Ora, a casa vostra non potrete fare tutto questo, non conoscete il rituale e non siete preparati per farlo e nemmeno io farò la stessa procedura.

Quello che vi consiglio, la sera del 31 ottobre, nominate i vostri cari uno per uno, li salutate e dite loro che sono i benvenuti.

Sinceramente non aggiungerei altro! Anzi, NON aggiungete altro.

Gli alberi a Milpa Alta. Città del Messico, 2019.

I saluti e la chiusura del portale.

Dopo l'invito semplicemente lasciate che i vostri cari festeggino, ci sarà un gran brindare, anche se probabilmente non lo percepirete.

Il 3 novembre, nella mattinata o nell'orario del mezzogiorno, avvicinatevi all'ofrenda, cominciate a salutare, ringraziare i vostri antenati e invitateli ad andare via.

Se avete una spiccata sensibilità percettiva, sentirete cambiare l’atmosfera, la sensazione è quella che si avverte dopo una bella festa, quando la maggior parte degli invitati è andata via, gli ultimi si attardano nei saluti e ancora si respira l'energia del divertimento che c'è stato. Questo è quello che ho vissuto chiaramente l'anno scorso e ammetto che una sensazione simile, più attenuata, l'ho avvertita anche nei saluti al termine della festività gli anni precedenti qui a casa mia.

Terminati tutti i saluti, semplicemente smontate l'ofrenda.

Per entrare maggiormente nell'atmosfera di festa e cogliere la vitalità che la rende così importante in Messico, vi consiglio di guardare "Coco" il film d'animazione del 2017 creato e prodotto dai Pixar Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney.


Grazie per aver letto fino in fondo!

Se volete entrare nel dettaglio della tradizione Nahual e scoprire come farne esperienza, vi invito a visitare il sito del dott. Omar Miranda-Novales, cliccate qui.

Se avete domande o curiosità, scrivetemi, leggo tutto con piacere e cerco di rispondere il prima possibile.

info@animatrama.com


Buona festa a tutti!

E che sia "pucciosa"! ;-)

Eleonora



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