• Eleonora Tassani

Chi di verde si veste, di sua beltà si fida.

Tra detti popolari e credenze radicate si dipana la vita, all'insaputa di un alacre e stimato controllo mentale.


Prologo.

Dopo tanto darsi da fare a migliorare se stessi e trovare un equilibrio psico-fisico, a volte succede che vivi degli ottimi periodi!

Recentemente mi sono resa conto di essere in uno di quei momenti in cui le cose prendono finalmente una buona piega, nonostante le difficoltà o i rallentamenti del mondo fuori da me, il mio mondo interno e quello strettamente intorno alla mia persona sembrava impostarsi magicamente nella forma dell'abbondanza.

Poi qualcosa di forte è accaduto, di nuovo.

Per occhi da "babbani", nel linguaggio di Harry Potter, nulla di rilevante è successo. Per i miei, che poco vedono nel mondo visibile e tanto osservano nel mondo dell'invisibile, un totale disastro mi è piombato addosso tra capo e collo.

In meno di 48 ore sono sprofondata da uno stato rilassato e soddisfatto a un malessere cosmico della serie "sono morta dentro, di nuovo... tutto quello che ho fatto finora è finito".

Dopo essere stata inerme in questo stato, una sera e una notte, complice un supporto repentino dal mondo Nahual, comincia a snocciolarsi alla mia mente una serie di frasi, immagini, credenze, che non pensavo assolutamente avessero a che fare con me e invece stavano ancora manovrando il timone del mio destino all'insaputa del mio conscio.

È stata la presa di coscienza di un mio comportamento inconscio causa primaria della sventura che, con effetto domino,

ha rovesciato e reso evidenti

tutte le altre carte del mazzo del mio essere.

Come un lampo a ciel sereno, in men che non si dica, è arrivata l'illuminazione: non è morto nulla di quello che ho creato e posso continuare a fare ancora tutto!

Alla veneranda età di 44 anni,

la fiducia primordiale ha messo radici in me.

Sorrisone. Il mio cuore ha avuto un guizzo di vitalità. Tutto è ri-partito in un modo che non avrei mai immaginato.





Credenze e detti popolari: avvertenze d'uso.

Vi siete mai fermati a contare o enumerare le filastrocche, i proverbi, i detti popolari o quelli familiari che costellano i meandri della nostra memoria? Probabilmente no, e nemmeno io, ma forse in qualche chiacchierata tra amici vi sarà capitato di cominciare uno dopo l'altro a citarli con leggerezza. Così, una perla dopo l'altra, la collana di credenze è creata e la stiamo portando al collo da... quanti anni?!

Perché tutte le citazioni che il nostro cervello ha registrato, testimone il fatto di riuscire a sfoderarle ancora vantando una memoria elefantesca, sono intarsiate direttamente nella membrana delle nostre cellule. Perché ormai si sa, la biologia lo ha dichiarato, più che la genetica, è ciò che assorbono le membrane cellulari che conta sul nostro sviluppo emotivo, psichico e fisico. L'ambiente in cui cresciamo e le abitudini di quel luogo, prima familiare e poi sociale, incidono a colpi di scalpello la nostra struttura.

Per molti non sto dicendo niente di nuovo, seppure un ripasso sia sempre un buon esercizio. In realtà non voglio dire nulla di nuovo, ma portare semplicemente una testimonianza e, magari, sollevare qualche riflessione.

Ci sono aspetti di noi che quando ci si avventura in un percorso di crescita personale o, semplicemente, quando si presta attenzione a ciò che ci succede nella vita e se ne fa tesoro, diventano chiari: poco per volta cominciamo a capire chi siamo veramente e come funzioniamo.

Tuttavia siamo fatti a strati e,

proprio quando si pensa di essere a buon punto

(chiaramente il gioco non finisce mai, non si arriva mai

alla parola fine nel miglioramento di se stessi),

qualcosa di inaspettato soverchia quello che,

inavvertitamente, avevamo dato per scontato.


Io mi sono resa conto, ad esempio, che da ragazzina avevo coniato con mia sorella questa frase faticosa: "le cose succedono a chi è in grado di sopportarle".

L'origine di questo pensiero è probabile abbia avuto radici ancora più profonde delle nostre due esperienze di vita, ma è evidente che a noi serviva per spiegare degli accadimenti ed evitare che questi fenomeni fossero troppo impattanti. Ciò che all'epoca era stato formulato come cuscinetto, nel tempo era diventato una "regola" di vita nel mio inconscio. Oddio.

Il fatto è che non ci avevo più pensato, fino a poco tempo fa.

Insieme a credenze pesanti, si sono chiaramente affermate anche quelle belle e gioiose, per cui evidentemente nel mio cervello rettiliano (come in quello di tutti) c'era in corso una partita a scacchi.


Non tutto il male vien per nuocere.

Ed è così! Ecco l'esempio di una credenza veritiera e rasserenante.

L'accadimento funesto che mi è occorso nel mese di aprile, mi ha messa in crisi obbligandomi a cambiare prospettiva di valutazione, a riguardare ciò che davo per scontato, a scoprire e ammettere ciò che non avevo considerato. Soprattutto, ha reso evidente e portato alla mia consapevolezza che il mio essere si sta effettivamente ristrutturando e mi ha aperta al nuovo! E questo è stato magnifico! Molte cose ancora sono da comprendere, ma la "famosa" bellezza collaterale, che ho citato nel mio articolo di gennaio (puoi leggerlo qui), si è manifestata ancora una volta così limpidamente, da lasciarmi in uno stato di stupore.

Evidentemente la partita agli scacchi in corso nel mio inconscio è stata vinta dalle credenze liete e da quelle nuove che ho immesso in questi ultimi anni!

Voglio sottolineare che l'esperienza che ho vissuto e sto vivendo,

ha interessato tutti i livelli, quello mentale,

quello emozionale e anche quello fisico.

È di notte che il corpo mi ha mandato segnali di malessere

che mi hanno svegliata, portandomi all'attenzione

ciò che non andava nei miei pensieri più reconditi.


Talismano in ceramica con decorazione "Gufo"
Gli Animali Guida arrivano da noi di notte, in sogno.

Di notte l'inconscio è più attivo, attraverso i sogni possono avvenire importanti incontri con se stessi, con la propria anima e con il proprio Animale Guida, anche se difficilmente lo ricordiamo. A me viene piuttosto naturale, comunque serve allenamento.

Mi sto rendendo conto sempre di più, della forza che offrono gli Animali Guida, quando siamo disposti ad ascoltare i loro consigli, quando siamo disposti a stare nella verità del nostro sentire.


Sono un aiuto sottile e profondo in un processo

di trasformazione del Sé.

Personalmente hanno fortemente contribuito

nello sviluppo delle fiducia primordiale e

sono uno scudo di protezione potente.


Oggi che sto sentendo una maggiore energia vitale, mi sono trovata ad osservarli con un altro livello di attenzione e a sperimentare l'aspetto della protezione nei rituali che pratico.

Gli Animali Guida sono archetipi, simboli e, come tali,

hanno vari livelli di comprensione.

Mi sto lasciando andare sempre di più all'ascolto dei loro messaggi, che possono arrivare in varie forme, spesso come sensazioni e questo mi permette di non soffermarmi sul pensiero. Ed è bello quello che mi arriva di rimando da chi li ha incontrati attraverso il rituale fatto con me e poi ritorna per altre vie, con una maggiore consapevolezza, magari altre richieste e io resto ancora una volta così magicamente stupita della forza sottile e poderosa di questi animali e di questa tradizione.

E m'inchino al Nahual.


Voglio farvi un invito, quello di fare un ripasso di tutte le frasi, gli aforismi, i detti e le credenze che vi frullano in testa, altre staranno lavorando nella cantina della vostra coscienza, ma intanto è un buon allenamento. Poi provate a sostituire quelle pesanti, negative, limitanti, con altre propositive, gaudenti, amplificanti: il detto "Quando si lascia la strada vecchia per la nuova, si sa quel che si lascia, non si sa quel che si trova", solitamente usato come avvertimento con lo scopo di far desistere nell' affrontare un cambiamento, può essere sostituito con l'aforisma Di Albert Einstein "tutti sanno che una cosa è impossibile da fare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa".


Con amore e fiducia,

Eleonora


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