• Eleonora Tassani

Gli animali del bosco, miti e leggende.

Aggiornato il: 27 ago 2019


Fra i numerosi abitanti del bosco, quattro animali in particolare hanno suscitato la curiosità di Eleonora e Cristina, in quanto sono considerati dai popoli nativi dell’odierno Messico importanti Animali Guida. Sono molto differenti tra loro, appartenenti a diverse famiglie zoologiche: il cervo, il lupo, la volpe e l’orso.

CERVO

I cervi vivono in habitat di bosco e di foresta, ma si possono trovare anche nella tundra artica e nelle praterie. Sono diffusi in Eurasia, in Africa e nelle Americhe.

Questi animali fanno parte dell’ordine degli Artiodattili, ungulati con un numero pari di dita: il terzo e il quarto dito sono molto sviluppati e sostengono il peso del corpo, mentre il secondo e il quinto dito sono piccoli e non toccano il terreno.


Il cervo più comune è il cervo europeo o cervo nobile (Cervus elaphus, L.1875). I cervi hanno corpo snello, collo lungo, occhi grandi ai lati della testa, orecchie nella parte alta del capo e coda breve.

Una caratteristica di questi animali sono le corna ramificate, dette palchi. Sono presenti solo nei maschi e si riformano ogni anno a primavera. All’inizio sono rivestite da un pelo molto sottile, chiamato velluto, che poi si indurisce, si essicca e si stacca. Nel bosco si possono trovare i resti di questo cambiamento. Le corna sono utilizzate dai maschi nei combattimenti autunnali, la stagione della riproduzione. Per questo poi le corna vengono perse e si riformano in primavera. Avere corna belle e ben ramificate indica che l’individuo è sano, forte e in buona salute. Anche il pelo viene cambiato una volta l’anno in un processo di muta. I piccoli, infatti, hanno un pelo maculato per mimetizzarsi meglio nella boscaglia. Poi questa colorazione cambia negli individui adulti.

Le specie più piccole sono erbivore e solitarie e si nutrono di frutti e foglie che trovano nei boschi. Gli individui di maggiori dimensioni vivono in branchi di individui appartenenti allo stesso sesso per difendersi meglio dai grandi predatori.

Curiosità sul cervo

Il cervo è il simbolo della rigenerazione in quanto le sue corna si riformano ogni primavera. Nell’antica Grecia, i cervi erano animali sacri agli dei Apollo e Atena. L’antica leggenda greca di Ciparisso narra di un ragazzo che aveva come fedele amico un cervo. Avendo ucciso il caro animale involontariamente col suo giavellotto Ciparisso era così disperato che chiese agli dei di essere trasformato nell’albero del cipresso, simbolo di immortalità e di eternità, per poter piangere e stare vicino al suo cervo per sempre. Spesso il cervo è associato al sole e alla luce in molti miti e leggende.

Nella tradizione degli antichi abitanti dell’odierno Messico, il Cervo è un animale sacro, vincolato alle forze invisibili, grazie alla sua agilità e velocità arriva al di là della percezione umana, supera i confini del tempo e dello spazio.


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LUPO

Il lupo è un carnivoro della famiglia dei Canidi. Gli animali di questo gruppo hanno un comportamento adattabile, una dieta opportunistica e una grande resistenza fisica. I lupi vivono nelle aree di prateria di tutto il mondo.

Il lupo ha un corpo snello e muscoloso e arti lunghi. Le zampe anteriori hanno cinque dita, mentre quelle posteriori ne hanno solo quattro. Le unghie sono corte e non retrattili. Hanno mascelle allungate e canini lunghi per trafiggere la preda.

Un buon odorato li aiuta per seguire la pista olfattiva lasciata dagli animali del bosco. Anche l’udito è sviluppato con orecchie molto mobili. La loro vista è buona.


Il lupo vive in gruppi sociali detti branchi. A capo del branco c’è la coppia alfa, la coppia dominante: solo a questa coppia è permesso riprodursi. Questi animali difendono il territorio e cacciano in gruppo. All’interno del branco si svolgono numerosi riti per stabilire e rafforzare i legami interni, anche in vista della caccia. Il branco di lupi mette in atto una particolare strategia di caccia: isolano uno o due individui anziani o feriti e concentrano tutte le loro energie verso quella preda.

I lupi sono stati a lungo cacciati e perseguitati come predatori di bestiame tanto da essere arrivati quasi all’estinzione.

Il lupo comune (Canis lupus) è il membro più grande della famiglia dei Canidi, l’antenato del cane domestico. Comunica con i suoi simili tramite gli ululati che servono per segnalare la presenza, la posizione e le dimensioni del branco e possono essere uditi anche a dieci chilometri di distanza. La coppia dominante si riproduce da gennaio ad aprile, dando alla luce da quattro a sette cuccioli che vengono allattati per un mese circa.

Curiosità sul lupo

Nelle culture eurasiatiche il lupo è spesso associato al sole. Per gli antichi Greci e Romani il lupo è l’animale caro al dio Apollo. Fu una lupa che vegliò sulla nascita dell’impero romano. Questo indica l’importanza delle energie ctonie come terreno per il processo creativo, nell’eterno perpetuarsi dei cicli di morte e rinascita. Nelle leggende norrene Odino, il riflessivo dio della saggezza, della poesia e della morte che si immolò in sacrificio, era accompagnato da due possenti lupi: Geri e Freki. La loro presenza esprime ancora una volta, quanto le forze della natura vigilino sui momenti dell’apparizione e della scomparsa. Nelle fiabe e nelle leggende popolari il lupo è visto come un animale aggressivo e solitario: questo è del tutto falso, in quanto è uno degli animali sociali per eccellenza, guida e protegge non solo se stesso, ma anche il gruppo.


VOLPE

Della famiglia dei Canidi fa parte anche la volpe. La volpe rossa comune (Vulpes vulpes)

vive in tutti i continenti grazie alla sua grande capacità di adattamento. La si può trovare nell’estrema tundra artica fino ai confini delle nostre città. È attiva sia di giorno che di notte.

La sua tana può essere un edificio, un buco nel terreno, un’altra tana abbandonata.

La pelliccia è di colore fulvo-rosso per gli animali che vivono nei nostri climi temperati. La volpe artica ha una pelliccia bianca per mimetizzarsi nella neve, così come le volpi del deserto, i fennec, sono di color giallo-crema per muoversi meglio nella sabbia.


Possono costituire piccoli gruppi, composti da un solo maschio e da femmine anziane, ma più in generale si forma una coppia che può marcare e vivere in un territorio esteso fino a dieci chilometri quadrati. Gli accoppiamenti avvengono all’inizio della primavera e dopo un paio di mesi possono nascere in media dai cinque agli otto cuccioli. Il maschio e la femmina si prendono cura dei piccoli per un periodo di circa dodici settimane. Le volpi che vivono nelle nostre zone di boscaglia, ai confini con le città, si nutrono di conigli e piccole lepri, ma anche di rane, uccelli, topolini, carogne e rifiuti che trovano nei pressi dei centri abitati. Catturano la loro preda con un balzo ben ponderato e poi la trasportano in un luogo nascosto e sicuro.

Curiosità sulla volpe

In Cina e Giappone la volpe rossa è considerata uno degli animali più interessanti e popolari del folklore. Leggendaria non solo per la sua scaltrezza, si pensava che la volpe avesse poteri magici e la capacità di assumere sembianze umane. Era rispettata come messaggera della benevola dea scintoista del riso, Inari, e allo stesso tempo temuta per la caratteristica di impossessarsi delle persone. Si credeva che il suo desiderio di saggezza la inducesse a trasformarsi in una donna astuta e sensuale, capace di sedurre giovani uomini dotti per assorbirne l'essenza vitale, così da diventare prima umana e poi un essere immortale a nove code in grado di elevarsi alle più alte sfere di conoscenza. Talvolta uno spirito-volpe poteva effettivamente amare il suo partner e dargli dei figli, ma senza mai perdere la capacità di assumere di nuovo la sua forma originaria. Alcune figure celebri con storie struggenti sono state protagoniste di poesie, dipinti e hanno animato gli spettacoli di teatro kabuki.

Nella tradizione dei Maya Nahual la Volpe incarna le qualità trasformatrici del fuoco ed è simbolo della dualità e della coppia. Quando arriva come Animale guida, invita ad essere fedeli a se stessi, senza tradirsi, così da trovare la libertà del Sé e dell’amore in coppia.


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ORSO

Gli orsi sono tra i più grandi carnivori terrestri al mondo. L’orso bruno può raggiungere i tre metri e mezzo di altezza. Si trovano in ogni continente, nelle foreste dell’Eurasia, del Nord America, dell’Africa settentrionale e del Sud America. Gli orsi hanno un corpo massiccio, il cranio grosso, gli arti robusti e la coda breve. Si nutrono prevalentemente di vegetali ma la loro dieta può anche essere mista, fatta di insetti, pesci, radici e frutta. Il mantello può essere di colore bruno, nero o bianco.

Hanno un ottimo senso dell’odorato, anche vista e udito sono sviluppati. Le loro zampe sono grosse e robuste, gli artigli lunghi non retrattili. Camminano lentamente, appoggiando al suolo tutta la pianta del piede, perciò sono detti plantigradi. Se minacciati, per difendere il territorio possono assumere posizione verticale per sembrare più grossi e incutere paura all’avversario. Sono anche abili arrampicatori.

In inverno vanno in letargo, vivono nelle tane grazie alle riserve di grasso che hanno accumulato in precedenza. I cuccioli possono nascere nel periodo del letargo.

Anche gli orsi sono specie minacciate: solo due specie su otto non sono a rischio conservazione. Le principali minacce sono la caccia e la distruzione del loro habitat.


L’orso bruno (Ursus arctos) è la specie più diffusa. Vive in ampi spazi in natura. È caratterizzato da una protuberanza muscolare sulle spalle. Erbivoro, mangia carne se disponibile e utilizza lunghi artigli per cercare vegetali di cui nutrirsi. Si trova a proprio agio nell’acqua. Infatti è noto per la sua abilità nella caccia ai salmoni che risalgono la corrente.

La vita media dell’orso bruno allo stato selvatico è di circa 25 anni. Questa specie evita il contatto con l’uomo ma le femmine possono diventare aggressive e pericolose se devono difendere i propri cuccioli.

Curiosità sull’orso

Molti popoli nativi si considerano discendenti dall’orso. Ad esempio i popoli della Siberia considerano questo animale come il creatore del mondo. Fu, infatti, l’orso a vincere la battaglia contro colui che aveva rubato il sole e quindi a riportare la luce sulla terra. Per questo è chiamato “Padre” oppure “Nonno” e ancora oggi è festeggiato con rappresentazioni della caccia vinta dall’Orso. Nella tradizione dei popoli Maya, l’orso era un grande Maestro: utilizzando le erbe per mantenersi in salute, ne fece conoscere le proprietà terapeutiche all’uomo. I maestri della tradizione di quest’antica cultura, i Nahuales, svilupparono dei rituali di guarigione basati sul potere dell’orso: sull’equilibrio tra mente, cuore e spirito.

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