• Eleonora Tassani

Il coraggio delle emozioni

Aggiornato il: 27 ago 2019

Sono in un momento della vita in cui sto sperimentando atti di coraggio.

Certo, non è la prima volta, ma ad oggi ho ben chiaro che il coraggio va a braccetto con la paura.

L’uno non esclude l’altra. È dalla paura che nasce il coraggio e quando insieme incontrano la FIDUCIA, allora succedono cose “magiche”!

Per questo ho deciso di dedicare il mese di giugno al Leone.

Il Leone

Il Leone è un animale solare e quando arriva come guida, ci accompagna nel viaggio di esplorazione del nostro essere conferendoci la forza necessaria e una buona dose di coraggio per affrontare le nostre paure interiori aiutandoci ad alimentare la fiducia in noi stessi.


Tutto vero, ma nello specifico, cosa significa essere coraggiosi?


Spesso siamo portati a credere che essere coraggiosi comporti avventurarsi in imprese eroiche. Il più delle volte essere coraggiosi significa: parlare quando la gola si stringe e con la fiducia di riuscire a finire il discorso; stare in silenzio e ascoltare, quando la lingua proprio non vuole stare al suo posto; ballare quando la pista è ancora vuota e soprattutto quando non esiste nessuna pista e nessuno si aspetta che qualcuno balli e senza curarsi di cosa penserà la gente attorno; ridere forte e continuare a ridere anche quando non ne puoi più, ma c'è un disperato bisogno di cambiare l'energia della stanza. Questi sono alcuni esempi dei miei atti di coraggio preferiti.

Il coraggio di attraversare il ponte

Il ponte delle emozioni.


Credo che tra gli atti di coraggio più forti, ci sia l'attraversare il ponte delle nostre emozioni. Il più delle volte non si tratta di ponti belli ampi e asfaltati, il più delle volte si tratta di ponti sopsesi e vacillanti. Il più delle volte sono ponti fragili, perché la tentazione di rimanere esattamente dove si è, si rivela sempre così forte, da rimpicciolire e rendere flebile ogni minima possibilità di alternativa. In quegli attimi in cui guardi l'altra sponda, puoi sentire la paura salire nelle gambe. Sai che dall'altra parte potrebbe esserci un bellissimo giardino ricco di alberi con frutti succosi, anzi, a ben guardare, puoi già vederlo, ma c'è quel ponte assurdamente sospeso che ti spaventa così tanto! Anche perchè sotto c'è un fiume in piena di rabbia, con vortici di tristezza e angoscia, gli affluenti dell'allegria invece di quietarlo, l'hanno ingrossato.


Ecco in quegli attimi la tentazione di restare bloccato è forte. Sì, è palesemente possibile, ma se respiri e ti arrendi ad andare oltre quei minuti eterni, allora puoi scoprire che qualcosa si affianca alla paura, dalle gambe arriva una forza inaspettata, la FIDUCIA! È più veloce della paura, sale dritto al cuore e dà quella spinta che ti permette di fare il primo passo, quel primo passo che significa tutto, significa che hai affrontato la paura, hai avuto il coraggio di attraversare il ponte, nella fiducia di farcela.


Qualcosa finalmente cambia davvero, di là del ponte non sei più la stessa persona che eri prima di compiere quell'atto.

Ora sei coraggioso,

sai che la paura non blocca, la paura ti fa fermare a riflettere e respirare,

hai conosciuto la fiducia,

la fiducia ti fa guardare dritto il fiume in piena delle tue emozioni e ti conferisce la forza e la certezza di potercela fare, è quell'ingrediente magico che ti regala la libertà di scegliere.


Peccato che tutto questo difficilmente ci venga insegnato.


Non siamo letteralmente educati per stare

e per vivere le emozioni.


Tutto il nostro imprinting, almeno nella cultura occidentale, è strutturato per cercare di nascondere, contenere, sedare ciò che proviamo o esaltare ciò che ci insegnano sarebbe giusto sentire.

E così non siamo in pratica mai noi stessi, quei rari momenti in cui ci stiamo, non siamo abituati e, secondo i casi, proviamo rabbia, paura, disagio, vergogna... Tutte quelle emozioni che appunto non vogliamo assolutamente provare e che subito riprendiamo a nascondere, sedare e via dicendo. In pratica cadiamo in un fiume in piena senza che qualcuno ci abbia insegnato a nuotare e fatto notare l'esistenza di un ponte per attraversalo con più facilità. Non riusciamo a cogliere la potenza dell'insegnamento che nasce dallo stare in quelle emozioni.


È proprio stando nel nostro sentire che impariamo ad entrare nel nostro essere, a mettere insieme tutti i nostri pezzi, così da cogliere la bellezza di ciò che siamo e di ciò che realmente vogliamo.


Chiediamo dunque al Leone il CORAGGIO di arrenderci alle nostre burrasche interiori, alle malinconie, alla follia, alle gioie e ai dolori, nella fiducia che tutto andrà come deve andare, cioè bene.




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